Non essere geloso se con gli altri ballo il Twitter
10 Gennaio 2007 at 12:05 am | In Blogosfera, Internet & Web 2.0, Varie |
Tutti ne parlano, tutti lo vogliono, tutti si iscrivono: Twitter è un servizio di condivisione istantanea di messaggi destinato a far parlare ancora molto di sè.
All’estero ormai è un’abitudine, mentre a casa nostra i nuovi iscritti si contano a dozzine: qual è il segreto di Twitter? Meglio ancora: quale la sua utilità?
Sì, perché oggettivamente i dubbi in merito, espressi da più parti, sono inizialmente condivisibili: che vantaggi può darci il pubblicare online brevi messaggi contenenti le nostre azioni/impressioni di un determinato momento? Beh, apparentemente nessuno, ovvio.
Però, però… però a me piace. E spiego subito il perché.
Se siete blogger (o blogghisti, come preferite) lo sapete: creare un post sul blog implica un certo utilizzo di tempo e una certa “quantità” di argomenti di cui trattare (o perlomeno così dovrebbe essere, in linea di massima). Ebbene, a me personalmente capita non di rado di avere intuizioni “flash” che puntualmente mi ripropongo di tradurre sul mio weblog: un pensiero, una frase, magari solo una battuta marginale con cui sono venuto a contatto durante il giorno; certo non abbastanza per dedicarvi un intero post. Ed è qui che appare la rivoluzionaria utilità di Twitter: il poter “bloggare” su argomenti apparentemente ininfluenti in modo semplice e veloce, come in nessun modo avremmo potuto fare altrimenti.
Ecco perché chi prende il tutto sul ridere e non esita a bollare il sito come l’ennesima startup Web 2.0 priva di senso (e ce ne sono davvero tanti, a quanto sembra) a mio parere ha palesemente equivocato lo scopo principale di Twitter (ovvero, come detto, quello di fornire ai blogger una piattaforma alternativa ma ugualmente efficace sulla quale rendere veramente completo il loro ruolo di “condivisori di esperienze quotidiane”). Io, almeno, la penso così.
E poi, provate a pensarci: le critiche portate dagli utenti “contro” non sono molto ma molto simili a quelle che tempo fa venivano mosse per screditare la nascita dei primi blog?
“A chi può interessare ciò che faccio?” Evidentemente, a molte più persone del previsto, no?
Update: Sarà telepatia, ma qui ho trovato elencati tutti i sacrosantissimi motivi (alcuni dei quali ho appena snocciolato) per cui bocciare Twitter a priori mi sembra assolutamente sbagliato. Complimenti all’autore.
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