Io sto con i bonzi
3 Ottobre 2007 at 8:44 pm | In Attualità, Degno di sdegno, Esteri | 2 CommentsTags: birmania, ipocrisia, libertà, lotta, myanmar
E sfido tutti voi a trovare qualcuno dichiaratamente a favore della giunta militare della Birmania, colpevole del massacro di tanti innocenti.
Come al solito fra ipocriti, benpensanti e persone realmente preoccupate per l’accaduto (la cui stima si aggira intorno ai 2 millesimi del totale), un’altra tragedia disumana è stata banalizzata dall’ennesima “corsa alla solidarietà” farlocca.
Stavolta vestiamoci tutti di rosso ed “hey, prima o poi questa brutta faccenda finirà da sola”. Un cazzo, tizio-vestito-da-Babbo-Natale-ad-ottobre.
Non si risolverà perché stiamo parlando di un Paese lontano anni luce dalla democrazia e sotto il protettorato della Cina comunista, che as you may know ha il diritto di veto all’interno dell’ONU. Non finirà a sorrisi e strette di mano perché de facto anche la Russia di Putin strizza l’occhio al regime militare birmano.
Ecco perché non c’è nulla che possiamo fare, perlomeno da qui. Nella nostra posizione, vestirsi di rosso (che poi, a detta di qualcuno non è neanche il colore giusto) è solo un’inutile mancanza di rispetto verso i poveri disgraziati che stanno combattendo sul campo contro qualcosa di più grande di loro.
Per onorare la loro lotta sarebbe meglio pensare a qualcos’altro. Ed evitare certe dichiarazioni se il pulpito non è quello giusto, magari.
Un nome legato alla tradizione
27 Agosto 2007 at 9:31 am | In Esteri, Iniziative, lol | No CommentsDopo aver cambiato il tempo, spostando in avanti di mezz’ora le lancette dell’orologio, ora il presidente venezuelano Hugo Chavez vuole cambiare anche il nome della capitale. Caracas dovrebbe diventare - secondo la sua proposta di modifica della Costituzione - Cuna de Bolivar y Reina del Guaraira Repano, vale a dire Culla di Bolivar e Regina del Mare fatto Terra
Dopo aver appreso questa insolita notizia, direi che sarebbe ora che anche noi italici valorizzassimo maggiormente la nostra tradizione, magari cambiando la denominazione della nostra stessa Capitale.
Esprimete dunque la vostra opinione nel sondaggione “Come ribattezzare Roma?” (si vota in alto a destra nella pagina del link, gentile utente).
Fra le opzioni troviamo:
- Culla di Cesare e Regina del Mondo Antico
- Culla di Veltroni e Regina della Spazzatura
- Culla di Totti e Regina della Burinità
- Culla di Cosimo Mele e Regina dei Festini
Quando c’era lui…
30 Dicembre 2006 at 3:16 pm | In Attualità, Degno di sdegno, Discorsi, Esteri, Politically Incorrect | No Comments
Saddam Hussein è morto alle quattro di stamattina, impiccato in un carcere militare iracheno. E via ai caroselli di proteste, indignazioni, cordogli, scontri, scioperi della fame e quant’altro. Ma non credo sia questo il punto. Il punto è, secondo me, che è stata fatta giustizia. In modo affrettato e senz’altro rischioso, ma chiamiamola così, per cortesia.
Personalmente, l’ultima cosa che voglio è schierarmi al fianco di Bush, uno che se non farà la stessa fine del rais è solo perché è nato in un Paese come gli Stati Uniti d’America. E tant’è. Però qui non si tratta solo di vendetta del vincitore nei confronti del vinto (come affermato dalla prestigiosa firma di Vittorio Zucconi): lo è senza dubbio, ma non si limita a ciò. Saddam si è macchiato volontariamente di orrendi crimini, stragi e pulizie etniche ripetutamente messe in atto nel corso del suo regno. La sua morte in seguito a un processo di giustizia sommaria potrà essere scontata, inutile, perfino banale: ma quale può essere la giusta pena per un dittatore sanguinario? Quale il giusto riconoscimento alla sete di giustizia di un popolo decimato da un criminale? Tacciatemi pure di qualunquismo e scontatezza, ma questo è ciò che penso. Non si può parlare di legge del taglione nè di vendetta premeditata quando sul piatto della bilancia ci sono migliaia di anime innocenti uccise senza una ragione.
Da più parti, poi, si leva il monito della possibile “martirizzazione” dell’ ex dittatore da parte dei fondamentalisti islamici. Domanda: la mancata uccisione di Saddam avrebbe forse reso più miti e trattabili questi ultimi? O piuttosto l’uccisione di un tiranno ormai da tempo spodestato e fatto prigioniero non può produrre alcun significativo cambiamento in un Paese come l’Iraq, da sempre dilaniato da lotte intestine e fratricide? A voi l’ardua scelta.
Insomma, per dirla in termini più efficaci: Saddam Hussein era uno di quei rifiuti umani di cui il mondo poteva fare a meno. Anzi, visti i fatti aveva l’obbligo di farne a meno. E se era scritto che il mandante dell’esecuzione dovesse essere un pallone gonfiato texano attratto dal petrolio, così sia: per questa volta chiuderemo un occhio.
Anche se l’”esportazione della democrazia” in Iraq è costata la vita a quasi 3000 soldati statunitensi. Anche se il cappio può indignare i benpensanti. Anche se posso capire che sia difficile ammettere tutto ciò.
Tanto vinco io
18 Dicembre 2006 at 3:12 pm | In Esteri, Politically Incorrect | No CommentsPare che il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, divenuto celebre per le sue esternazioni ispirate dai principi di democrazia e non violenza, abbia perso le elezioni comunali di Teheran. Ma già si innalzano i primi cori di protesta, secondo cui il partito dei conservatori moderati avrebbe vinto grazie a brogli. Il riconteggio delle schede bianche e nulle è pertanto previsto a breve.
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