E l’acqua è bagnata

22 Novembre 2007 at 2:50 pm | In Attualità, Made in Italy, Tv & Trash, lol | No Comments
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Da ieri abbiamo scoperto che Berlusconi controllava la tv italiana. Chi l’avrebbe mai detto (di certo non i più accesi fra i suoi fedeli sostenitori)?

Di questo passo arriveranno a rivelare che Luxuria non è propriamente etero, perdiana.

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L’invenzione italiana della “élite-action”

18 Novembre 2007 at 10:51 pm | In Made in Italy, Politically Incorrect | 4 Comments
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Flavia Amabile su La Stampa del 17 novembre spiega ai comuni mortali, che tanto si erano esaltati per l’approvazione della proposta di legge sulla class action, come essa sia in realtà l’ennesima presa per i fondelli all’italiana.

Come già visto altre volte, infatti, il modello americano è stato imitato in modo grossolano; “all’amatriciana”, per usare le parole di Montezemolo.

Perché se i truffati dal crack Parmalat non possono farvi ricorso se non attraverso un’associazione ritenuta ‘degna’ dal governo che senso ha un simile provvedimento? Se bisogna aspettare venti anni per ottenere una sentenza definitiva chi si prenderà la briga di sottoporsi a nove processi? Se vengono escluse le formazioni spontanee, i comitati dei consumatori che sono stati la base della class action all’americana dove è la democrazia alla base di quest’azione? Se la legge si applica solo alle società fornitirici di beni e servizi nazionali forse le multinazionali non sono incluse e allora a che serve se non a difendersi proprio contro i grandi colossi internazionali?

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Qualcuno l’ha già detto, ma ribadisco

4 Novembre 2007 at 11:05 am | In Attualità, Degno di sdegno, Made in Italy | No Comments
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Dunque, a me pare tanto che dopo questo fatto qui, per una questione di coerenzaGrazie a Dio è italiano ideologica, morale e finanche politica, dovremmo tirare su un casino di portata non inferiore a questo ed espellere tutti gli ex militari dalle frontiere del dannato Paese.

Anche se la moglie della vittima non era un personaggio importante e il killer in questione aveva radici peninsulari (pazienza, vorrà dire che il ragionamento vale pure per gli italiani di nascita, no?). E via anche ai commenti xenofobi e qualunquisti sul forum dell’esercito italiano (ha un forum, l’esercito italiano? no, appunto). Sennò è doppiopesismo, ragazzi.

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La guerra fredda dei supermercati

15 Ottobre 2007 at 3:03 pm | In Made in Italy, Politically Incorrect, Varie | 7 Comments
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L'inequivocabile segno del dilagante potere rosso in Italia, portatore di morte e distruzioneUn mesetto fa circa Bernardo Caprotti, l’anziano patron italo-americano della catena di supermarket Esselunga, aveva pubblicato un libro di accusa ai supermercati Coop, giudicati oggetto di favoritismi da parte delle istituzioni in molte regioni d’Italia e colpevoli di concorrenza sleale.

Il celebre imprenditore, uno degli uomini più ricchi d’Italia e fra i finanziatori di Forza Italia, venne quindi - e in modo non sorprendente - dipinto come un salvatore della Patria dalla stampa di destra (Il Giornale berlusconiano in primis), che cominciò a tesserne le lodi al limite del grottesco. Manco fosse un Silvio mancato, per dire.

Poi, oggi, su Macchianera appare questo post del nostro nuovo idolo SuperFacci, il quale, tanto per mostrarsi fedele a se stesso, sviscera in apertura d’articolo il suo sempiterno odio per le Coop rosse (ah, le Coop rosse). Ma a noi di questo frega relativamente, direte voi.

Senonché nei commenti al medesimo articolo qualcuno sostiene che, a ben vedere, nemmeno Esselunga è propriamente rimasta estranea a questo tipo di giochi di potere, e Caprotti non dovrebbe essere l’unico a piangersi addosso:

COOP a Milano ha solo 3, e dico tre, supermercati (di cui uno soltanto aperto sotto Albertini, quello di Piazzale Lodi), mentre Esselunga ne ha ben 27.

Come dire, ancora una volta il bue da del cornuto all’asino. E tante (troppe) pecore gli danno ragione.

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