Parallelismi azzardati
18 Aprile 2008 at 6:59 pm | In (terza) Media, Degno di sdegno, Politically Incorrect | No CommentsTags: Berlusconi, giornalismo, Putin
Sarà, ma a me, vedendo Silvio (Meno Male Che C’è) mimare la fucilazione della giornalista russa colpevole di una domanda troppo indiscreta a Putin, è tristemente tornata in mente la vicenda di Anna Politkovskaja.
Non so voi, ma io la aggiungerei alla lunga serie delle scenette che si potevano tranquillamente evitare.
Nota a margine: questo blog ringrazia sentitamente l’on. Berlusconi per essere tornato in carica ed avergli così evitato una probabile chiusura. Tenchiu.
Duecentesimo post
15 Aprile 2008 at 5:36 pm | In Degno di sdegno, Eventi, Politically Incorrect | No CommentsTags: Berlusconi, elezioni, italia, lega_nord
Qualcuno ogni tanto dice che gli italiani dimenticano facilmente.
Sarà, io sottolineo che da oggi (e per cinque lunghi anni) siamo nelle sapienti mani di questi signori qua. Come si suol dire, contenti voi…
Nel frattempo, armato di speranza nel futuro, aspetto con impazienza l’abolizione del bollo auto. Meno Male Che Silvio C’E’ (e c’ha pure la sua bella età).
Certamente più sceme
7 Aprile 2008 at 2:15 pm | In Politically Incorrect, Varie, lol | No CommentsTags: Berlusconi, donne, politiche
Roma, 7 apr. (Adnkronos) - Le donne del centrodestra sono “certamente piu’ belle” di quelle del centrosinistra. Lo ha affermato Silvio Berlusconi, durante un’intervista a ‘Radio Radio’.
Eccotelo, figurati se non sparava l’ultima (non so voi ma io ci spero) cagata di questa penosa campagna elettorale. Non era da lui.
Senza commentare gli alti contenuti della dichiarazione (che poi la Binetti è ancora un fior fiore di donna, invidiosone), aggiungo che le donne della destra non sono solo più fighe, ma anche più colte.
Il nuovo che avanza
18 Marzo 2008 at 6:34 pm | In Attualità, Essere Davide, Politically Incorrect | No CommentsRiemergo dopo mesi (sabbatici?) dalle ceneri di questo blogghe per comunicarvi le mie impressioni sul comizio di Uòlter, avvenuto nella tiepida giornata di oggi ad Alessandria City in un tripudio di cartelloni, bandiere, fans sfegatati e demagogia.
Innanzitutto è stato confortante notare come ad accogliere il leader di un partito innovatore e che intende rompere tutti i legami col passato ci fosse un pubblico con l’età media di 85 anni. Ben metà degli astanti è infatti deceduta prima della fine dello spettacolo, nelle concitate fasi riguardanti il tema delle pensioni. Vabbè, capita.
Ma oltre a ciò mi è piaciuto il modo in cui “er Barack de noantri”, osannato dai vecchietti agonizzanti con grida quali “Si può fare!” oppure “Ies ui chen” (giuro), si è lanciato in un panegirico delle virtù dei lavoratori italiani, da ognuno dei quali - a giudicare dai suoi racconti - è stato invitato a pranzo, a bere una birra, ad una cena in osteria, ad un rinfresco nuziale. Un vero scroccone, ’sto Walter.
Il nostro, va sottolineato, è ormai talmente orientato all’americanismo dall’indirizzare l’intero comizio in tal senso, mediante - oltre agli effetti scenografici da vero e proprio rally a stelle e strisce - frequenti riferimenti alla situazione oltreoceano.
Senza contare le continue frecciatine ad una “destra” non meglio specificata (con cui però ha precisato di “non voler polemizzare”), Veltroni se l’è comunque cavicchiata con l’ars oratoria, a tratti capace di spunti interessanti, frasi efficaci e battute riuscite. Ma di soluzioni concrete poche, ahimè.
Dopo la chiusura in bellezza dedicata allo screditamento dell’avversario (nessuna polemica si era detto, eh), parte l’inno (americano) e giù tutti a cantarlo, ebbri di gioia. Poi una canzone di Jovanotti che ritengo essere l’inno del nuovo partito (vecchie che ballano nelle Cadillac), ed il ritorno alla vita normale.
Alla prossima Uòlter (ma io a pranzo non ti invito, sia chiaro).
Non sta bene per niente
1 Dicembre 2007 at 3:12 pm | In Attualità, Politically Incorrect | No CommentsAlè, ennesimo cambio di rotta di Nostro Signore Silvio nella strategia con gli (ex? neo? pseudo?) alleati: oggi Berlusconi tende una mano a Fini e Casini, per “presentarsi uniti alle urne”.
Ecco, io adesso fossi in loro gliela amputerei di netto.
A volte mi viene il dubbio che siamo davvero noi a non capirlo.
L’invenzione italiana della “élite-action”
18 Novembre 2007 at 10:51 pm | In Made in Italy, Politically Incorrect | 4 CommentsTags: class action, Montezemolo, politica, Senato
Flavia Amabile su La Stampa del 17 novembre spiega ai comuni mortali, che tanto si erano esaltati per l’approvazione della proposta di legge sulla class action, come essa sia in realtà l’ennesima presa per i fondelli all’italiana.
Come già visto altre volte, infatti, il modello americano è stato imitato in modo grossolano; “all’amatriciana”, per usare le parole di Montezemolo.
Perché se i truffati dal crack Parmalat non possono farvi ricorso se non attraverso un’associazione ritenuta ‘degna’ dal governo che senso ha un simile provvedimento? Se bisogna aspettare venti anni per ottenere una sentenza definitiva chi si prenderà la briga di sottoporsi a nove processi? Se vengono escluse le formazioni spontanee, i comitati dei consumatori che sono stati la base della class action all’americana dove è la democrazia alla base di quest’azione? Se la legge si applica solo alle società fornitirici di beni e servizi nazionali forse le multinazionali non sono incluse e allora a che serve se non a difendersi proprio contro i grandi colossi internazionali?
Un Paese con la memoria corta
13 Novembre 2007 at 3:14 pm | In Ho visto cose, Personaggi, Politically Incorrect | 2 CommentsRoma, 13 nov. (Adnkronos) - La relazione del ministro dell’Interno Giuliano
Amato e’ ”deludente” perche’ non ”chiarisce le dinamiche dell’incidente di domenica” e ”tace sulla crescente violenza nel nostro paese, che non e’ solo sportiva”. Cosi’ il presidente del comitato per la sicurezza della Repubblica, Claudio Scajola, commenta l’intervento in aula di Amato sulla morte del giovane tifoso della Lazio, Gabriele Sandri
Chissà se queste cose capitano anche all’estero. E, se capitano, chissà se riescono anche lì a passare sotto silenzio. Difficilmente, dico io.
Perché se un criminale, responsabile di un atto fascista senza precedenti nella storia recente italiana, può permettersi di radunare qualche reporter e pontificare sull’inadeguatezza dell’attuale ministro senza che nessuno sottolinei lo squallore della cosa, allora siamo proprio messi male.
E non solo per la violenza nel calcio, di certo.
Che tempi
9 Novembre 2007 at 2:49 pm | In Politically Incorrect, lol | No CommentsAnche l’enciclopedia Treccani è da oggi ufficialmente comunista. Daltronde il profeta di Arcore (sempre sia lodato) l’aveva detto, scetticoni.
La guerra fredda dei supermercati
15 Ottobre 2007 at 3:03 pm | In Made in Italy, Politically Incorrect, Varie | 7 CommentsTags: accuse, Caprotti, Coop, Esselunga, supermercati
Un mesetto fa circa Bernardo Caprotti, l’anziano patron italo-americano della catena di supermarket Esselunga, aveva pubblicato un libro di accusa ai supermercati Coop, giudicati oggetto di favoritismi da parte delle istituzioni in molte regioni d’Italia e colpevoli di concorrenza sleale.
Il celebre imprenditore, uno degli uomini più ricchi d’Italia e fra i finanziatori di Forza Italia, venne quindi - e in modo non sorprendente - dipinto come un salvatore della Patria dalla stampa di destra (Il Giornale berlusconiano in primis), che cominciò a tesserne le lodi al limite del grottesco. Manco fosse un Silvio mancato, per dire.
Poi, oggi, su Macchianera appare questo post del nostro nuovo idolo SuperFacci, il quale, tanto per mostrarsi fedele a se stesso, sviscera in apertura d’articolo il suo sempiterno odio per le Coop rosse (ah, le Coop rosse). Ma a noi di questo frega relativamente, direte voi.
Senonché nei commenti al medesimo articolo qualcuno sostiene che, a ben vedere, nemmeno Esselunga è propriamente rimasta estranea a questo tipo di giochi di potere, e Caprotti non dovrebbe essere l’unico a piangersi addosso:
COOP a Milano ha solo 3, e dico tre, supermercati (di cui uno soltanto aperto sotto Albertini, quello di Piazzale Lodi), mentre Esselunga ne ha ben 27.
Come dire, ancora una volta il bue da del cornuto all’asino. E tante (troppe) pecore gli danno ragione.
Apologia del “mostro” Internet
16 Settembre 2007 at 6:42 pm | In Attualità, Degno di sdegno, Internet & Web 2.0, Politically Incorrect | 3 Comments
E’ bello pensare ad Internet come al “Male Assoluto Portatore di Morte, Corruzione Morale e Deriva Sociale, Finanche Pericoloso per i Valori della Cristianità”.
O meglio deve esserlo, dato che in tanti ormai aderiscono a questa bizzarra scuola di pensiero. Non da ultimo, il commissario europeo per la Sicurezza Franco Frattini, il quale qualche giorno fa ha genialmente proposto di bannare da Google alcune keyword “maligne” (quali ad esempio “terrorismo”, “genocidio” o “uccidere”) per ostacolare l’azione dei gruppi terroristici sul Web.
Pensata così straordinariamente azzeccata e ben ponderata da incontrare subito le critiche di Peter Fleischer, global privacy counsel della multinazionale di Mountain View.
Ovvio: perché invece di censurare certe parole (che, faccio notare a Frattini, in alcuni contesti possono essere tutto fuorché pericolose) non facciamo in modo che materiale di un certo tipo non venga pubblicato fin dall’inizio?
Sarebbe quasi ora di finirla con questi rimedi pressapochistici della domenica, non trovate? Cominciamo a pensare a qualcosa di serio, invece.
Nessuno ha mai cucito la bocca a Berlusconi per prevenire le sue stronzate, Frattini. Nessuno.
Il grande partito unitario
22 Agosto 2007 at 1:07 pm | In Attualità, Politically Incorrect, lol | 4 Comments
Oggi, 22 agosto duemilaesette, ho l’onore di presentare (e registrare) il nome e il simbolo del nuovo sogno politico italiano, il Partito della Toma Piemontese (PTP).
Il progetto è nato dagli sforzi di tutti i produttori caseari moderati dello Stivale, decisi nel proporre una valida alternativa a quei comunisti del Partito del Taleggio.
Perché non è ancora nata la Brambilla capace di farmi fesso, tzè.
Link: il nostro manifesto elettorale.
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Amato e’ ”deludente” perche’ non ”chiarisce le dinamiche dell’incidente di domenica” e ”tace sulla crescente violenza nel nostro paese, che non e’ solo sportiva”. Cosi’ il presidente del comitato per la sicurezza della Repubblica, Claudio Scajola, commenta l’intervento in aula di Amato sulla morte del giovane tifoso della Lazio, Gabriele Sandri



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